I sogni non si spengono

C: Ciao a tutti, farò delle domande a Micaela Sciacovelli, una ragazza del 2004, che pratica judo in Puglia, amica di mia figlia. Faremo delle domande, così, fra le più disparate, per capire cosa pensa Micaela del Judo, cosa pensa del suo judo, quali sono i suoi obiettivi. Incominciamo con una domanda molto semplice: Quando hai iniziato a fare judo e dove? M: Allora, ho iniziato che avevo 5 anni e mezzo, a Bari, in una palestra che sia chiama Fit&Joy. C: Fai ancora judo lì? M: No, abbiamo cambiato palestra per motivi vari, niente di importante. C: Benissimo, diciamo quindi che sono dieci anni e più che fai judo. Com’è il rapporto con il tuo maestro o con i tuoi insegnanti? M: Ho un solo maestro e con lui ho un rapporto simile a quello padre figlia, nel senso che gli posso dire tutto senza paura, senza vergogna, senza niente. Come un padre perché lui per me vuole solo il meglio. Diciamo che questo percorso lo stiamo proseguendo insieme e se dovessi raggiungere i grandi obiettivi ci sarà anche lui con me e sarà tutto merito suo. C: Benissimo, quindi capisco che è un ottimo rapporto, perché lo hai paragonato addirittura ad un rapporto tra padre e figlia. Com’è il judo a Bari o comunque il judo in Puglia, come lo vivi tu personalmente? M: Sicuramente non è uguale a quello che si pratica al nord, vediamola così. Perché diciamo che giù ci sono meno persone predisposte a fare determinati sacrifici, quindi diciamo che numericamente parlando siamo meno. Però si fa quel che si può e dove c’è volontà c’è tutto. C: Benissimo. Infatti specifico per gli amici che in questo momento Micaela è a casa mia. È arrivata il primo di agosto e andranno, lei e mia figlia, a Settimo Torinese a fare uno stage abbastanza improvvisato, ma subito molto frequentato, perché i ragazzi, dopo la chiusura del lockdown, hanno bisogno e voglia di allenarsi. Mi confermi questa tua voglia di ricominciare alla grande? M: Si, era proprio una necessità ritornare a combattere. C: Benissimo. Cosa sai del judo oltre all’aspetto sportivo, di cui parleremo dopo? Hai notizie di questo judo, cos’è per te il judo? M: Per me il judo è un modo di vivere, uno stile di vita. Il judo mi dà delle regole, mi insegna come vivere. C: Noto che Micaela è precisa e ha il dono della sintesi, ma è molto efficace nelle sue risposte. Tu hai avuto una carriera sportiva fantastica. Io ti seguo da qualche anno, hai cambiato tante categorie di peso, tante esperienze e hai sempre avuto soddisfazione notevoli dal punto di vista agonistico. Hai mai pensato di poter fare judo senza gare? M: No, perché io sono convinta che quando sei disposto a fare tanti sacrifici per qualcosa devi avere degli obiettivi. Io non riesco a vederlo come un hobby perché è una cosa dove ci impieghi troppi sacrifici e bisogna concretizzare. C: Il tuo sogno sportivo qual è in questo momento? M: Sicuramente vincere le Olimpiadi. Non partecipare o arrivare sul podio, io voglio proprio vincere le Olimpiadi, voglio prendere la medaglia d’oro e poi successivamente entrare in un’arma sportiva. C: Obiettivi di medio basso livello! Invece dal punto di vista della tua crescita tecnica, vedi dei miglioramenti? Pensi di aver bisogno di migliorarti e in che cosa? M: Allora, io penso che non si arriva mai ad una soglia in cui si è perfetti, ogni giorno possiamo imparare qualcosa di diverso. In questo periodo specialmente è importante perché sto cambiando tecnicamente; diciamo sto passando da un judo fatto da bambini ad un judo professionistico, sto imparando nuovi movimenti, nuove strategie. Sì, bisogna cambiare, non si possono usare sempre le stesse tecniche. C: Chi ti sta aiutando in questa crescita? È una persona o più persone? Perché ci possono essere diverse sfaccettature? M: No, sicuramente più persone. A livello tecnico, oltre al mio maestro, c’è anche mio fratello. Questo sport lo abbiamo sempre fatto insieme, quindi ognuno cerca di aiutare l’altro a crescere. E poi psicologicamente la mia famiglia, soprattutto mio padre che è il mio fan numero uno. C: Se tu avessi la possibilità di stabilire una scaletta delle tue priorità, nei prossimi due mesi cosa ti piacerebbe fare per poter migliorare? M: Allora, in questo momento ho avuto la fortuna di poter partecipare a questo stage che, in un modo o nell’altro, mi aiuterà a migliorare. L’altra componente è non fermarsi per tutto agosto perché è come buttare mesi e mesi di lavoro, quindi allenarsi ogni giorno finché le gambe non cedono. Anche perché comunque ogni giorno abbiamo modo di rilassarci e divertirci cioè, bisogna saper bilanciare le varie cose. C: Ti faccio una domanda, magari impegnativa per una ragazza. Hai mai sentito parlare di una valore educativo superiore del judo? Tipo concetti di "tutti insieme per crescere e progredire" o altre massime che i grandi maestri attribuiscono a Jigoro Kano e al judo superiore? Nel tuo mondo judoistico ne hai mai sentito parlare? M: Sì, perché ovviamente il gruppo fa tanto, cioè, quando si dice comunque tutti insieme per crescere, il gruppo fa tanto, soprattutto quando si va in gara. Io ho avuto la sfortuna di non avere un gruppo in palestra, quindi quando andavamo a fare le gare eravamo solo io, mio fratello, mio padre, ovviamente tutta la mia famiglia e magari qualche altro agonista. Ma non ho mai avuto la fortuna di avere un grande gruppo che ti fa il tifo dagli spalti. Quindi sì, è importante il crescere e progredire insieme. C: Benissimo, hai altre cose che vuoi aggiungere per salutare i nostri amici di questo blog Shibumi? M: Sì, che consiglio il judo a tutti perché io, per esempio, non riesco a starne senza, sono arrivata alcune volte addirittura a piangere perché magari non potevo andare in palestra, a disperarmi. Quindi sì, lo consiglio a tutti. C: Grazie Micaela M: grazie a voi Intervista registrata lo scorso agosto da C.Z.

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